Escursioni EMR 2024

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Parafrasando il Manzoni, "Questo elettrodotto non s’ha da fare". O meglio: la linea di alta tensione da Formazza a Pallanzeno deve essere fatta, ma non secondo il progetto di Terna. I grandi tralicci ucciderebbero sia la valle della Cravariola, sia il lago di Matogno. Il verbo è forte, ma non esagerato. Sono montagne troppo belle per sottoporle a un’operazione sacrificale.
Per fortuna non sono gli ultimi lembi incontaminati: l’Ossola ne conserva altri. E vanno tutelati, soprattutto quando esistono delle alternative logiche, razionali e praticabili. Il corridoio da seguire è quello esistente da quasi novant’anni. L’avevano già individuato i precursori delll’idroelettrico ossolano. È il solco vallivo della Toce, magari utilizzando l’asta della superstrada per interrare la linea nella parte finale.

Non intendo entrare nei dettagli tecnici: non sono competente. Mi appello soltanto al buon senso. Perché valicare la cresta del confine geografico e rientrare nel fondovalle ossolano, quando l’orografia permette una linea più diretta?
Comprendo che gli altopiani della Cravariola e i dossi modellati di Matogno richiedono minori investimenti rispetto alle articolazioni dei fianchi irregolari del fondovalle. Ma non si può cancellare l’optimum della natura per un piatto, magari dorato, ma sempre di lenticchie. Comprendo (eccome!) le esigenze finanziarie dei Comuni. Però non si possono barattare con la cancellazione di siti di grande pregio ambientale.
La maggior parte degli escursionisti ossolani non conosce la Cravariola e la sua storia esemplare, protrattasi per secoli. Ma spero che le Sezioni Est Monte Rosa del CAI, così suscettibili per qualche decina di voli in elicottero, non siano refrattarie alla salvezza di queste nostre montagne. Il loro futuro è un altro, non gli sfregi e le lacerazioni mortali di giganteschi tralicci.
Un appello lo rivolgo anche a Corrado Clini: signor ministro dell’ambiente, benché oberato da grane assai maggiori, non dimentichi di salvare questa remota punta di spillo.
Teresio Valsesia (Pubblicato con l'autorizzazione dell'autore)

Museo della Montagna di Staffa e Casa Walser di Borca

Il Museo della Montagna e del Contrabbando di Staffa assieme alla Casa Walser di Borca sono un fiore all'occhiello di Macugnaga.
Dal 1° Luglio il Museo di Staffa è gestito dal CAI di Macugnaga che, con una convenzione con il Comune di Macugnaga , subentra alla Pro Loco. L'apertura e le visite guidate saranno garantite fino all'11 Settembre dai Soci Volontari: Teresio, Daniela e Andrea. Per l'orario delle visite e le eventuali prenotazioni rimandiamo alla locandina che riporta anche gli orari del Museo Walser di Borca.

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Il Museo della Montagna e del Contrabbando di Staffa assieme alla Casa Walser di Borca sono un fiore all'occhiello di Macugnaga. Dal 1° Luglio il Museo di Staffa è gestito dal CAI di Macugnaga che, con una convenzione con il Comune di Macugnaga , subentra alla Pro Loco.
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